|
In una delle ultime puntate di TV
Talk - una delle poche trasmissioni televisive che valga ancora la
pena di seguire - in onda il sabato mattina su Rai Tre, è riapparso
un personaggio cult per gli adolescenti degli anni ’80 e ’90,
Gabriele Ansaloni al secolo Red Ronnie. Là dove c’era una folla
urlante di ragazzine in delirio per il cantante o il gruppo di turno
- lui era quasi il quinto elemento dei Duran Duran - potevi star
certo che non lontano con il suo microfono c’era lui, Red.
Durante la trasmissione ha ricordato
le sue principali creature televisive, da Be Bop A Lula, passando
per i vari programmi di revival della musica anni ’60, fino al Roxy
Bar.
Come mai dopo tanta assenza dalla
televisione riappare nello show magazine di Rai Tre che ha l’intento
dichiarato di parlare di TV a chi la guarda e ascolta e non a chi la
subisce? Evidentemente per il ruolo che ha rivestito nel linguaggio,
nel senso più ampio del termine, usato dalla televisione dei
primissimi anni ’80. Con il taglio veloce delle immagini e delle
informazioni di Be Bop A Lula ha ispirato il ritmo della comicità
del niente popò di meno che,
Drive In il
programma di Gian Carlo Nicotra e
Antonio Ricci.. Con
i suoi programmi ha reso protagonisti gli adolescenti non solo in
argomento di musica ma anche quando venivano trattate problematiche
di attualità - come in Roxy Bar -; gli adolescenti che oggi sono
tornati ad essere semplice pubblico sia fuori che dentro la TV.
L'esperienza interessante rispetto al
presente è il progetto attuato di recente da Red Ronnie, realizzato
usando i media ormai tradizionali per crearne uno concettualmente
nuovo. Nel 2000, dopo otto anni di programmazione, è andata in onda
l’ultima stagione del Roxy Bar. Una trasmissione diversa non solo
per i temi trattati - musica e attualità - ma per aver portato il
piacere della “lentezza” nei tempi televisivi; tuttavia, a
differenza dell’innovazione creata con Be Bop A Lula, Roxy Bar non
ha influenzato il linguaggio televisivo ma si è affermata come
un’isola di respiro nel ritmo strozzante della televisione
contemporanea. Anche per questo motivo non venne più trasmessa.
Red però crede a tal punto nella sua
creatura e nella fedeltà del suo pubblico da mantenere in vita il
Roxy Bar attraverso quello che lui a TV Talk ha definito nuovo
media.E', così, iniziata la pubblicazione mensile in
edicola e nei negozi specializzati di Roxy Bar. Rinata, come una
fenice dalle ceneri depositate nella televisione, si è trasformata
in una rivista di Musica Arte e Cultura in DVD. Unica nel suo genere
- perché non propone vecchie ma nuove
puntate
della trasmissione: interviste,
incontri con personaggi e non solo con cantanti - la rivista ricrea
lo spirito della trasmissione in un contesto quasi sempre musicale,
ma libero nelle modalità espressive e soprattutto nei tempi.
L’elemento divulgativo - dato per altro caratteristico del Roxy Bar
televisivo - è la commistione di generi alti e bassi, se così è
lecito definirli.
Nella sostanza, la ragazzina che compra il DVD
perché c’è l’intervista ai Finley - gruppo italiano molto in voga
tra gli adolescenti soprattutto di sesso femminile - ha
l’opportunità di conoscere anche l’Orquesta Sinfonìca Juvenil de
Venezuela Simòn Bolìvar.
Comunque, è lecito definire TV on
demand un’operazione editoriale come questa? Sotto certi aspetti si,
ma aspettiamo anche un ritrovato spazio televisivo per Red Ronnie
magari su una Web TV! |