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“Nel giorno stabilito l’ordine di
adunata sarà dato col suono a stormo delle campane delle torri dei
Fasci di combattimento e delle civiche torri, con l’urlo delle
sirene e col rullo dei tamburi, ai quadrivi delle città a delle
campagne…”: così nel settembre 1935, un mese prima
dell’aggressione all’Etiopia,
il partito fascista preparava le istruzioni per l’imminente
mobilitazione delle masse. Il 2 ottobre 1935 si dispiegava
l’adunata generale e Mussolini
si affacciava dal celebre balcone per dare l’annuncio
- radiotrasmesso in tutto il Paese -
che l’Italia, cui nei trattati di pace del ’19 erano
state riservate le “briciole del ricco bottino coloniale
altrui”, aveva perso la
pazienza (“abbiamo pazientato quarant’anni. Ora basta!”) e
andava a prendersi il
suo “posto al sole”, certa che il popolo della Gran Bretagna non
“avrebbe versato il suo sangue” per difendere
un paese africano, “universalmente bollato” come “barbaro” e “indegno
di stare tra i popoli civili”...
Sulla politica coloniale italiana
durante il fascismo segnaliamo il bel dvd “Un posto al sole.
Combattenti e coloni in Africa Orientale”
realizzato con materiale audiovisivo dell’Istituto Luce,
prodotto da Gruner+Jahr/Mondadori e
distribuito dalla rivista “Focus Storia” nella collana
dedicata a “La vita quotidiana degli italiani durante il
fascismo”. Autrice della pubblicazione è Chiara Ottaviano,
ricercatrice di storia e teoria della comunicazione,
realizzatrice di prodotti editoriali elettronici di indubbio
valore scientifico – tra gli altri la pubblicazione in cd- rom
della biografia di Mussolini
di De Felice
arricchita di documenti, materiali sonori, fotografici,
cinematografici dell’Archivio Luce e della Discoteca di Stato.
L’Istituto Luce costituì
nel 1935 un "Reparto
foto-cinematografico per l’Africa orientale"
con il compito di provvedere alla propaganda e alla
documentazione degli avvenimenti in Africa Orientale. Avrebbe quindi
dovuto raccogliere tutto il materiale, cinematografico e
fotografico, prodotto in Italia e all'estero sull’argomento,
custodirne negativi e positivi. Il reparto fu strutturato con un ufficio
ad Asmara - diretto da Luciano de Feo, già direttore dell'Istituto
Luce – e diversi
nuclei operativi presso i corpi d’armata,
dotati di carri laboratorio per lo sviluppo e la stampa delle
fotografie sul posto. A seguito alla presa di Addis Abeba
l'obiettivo principale della struttura divenne quello di documentare
"l'incivilimento e la valorizzazione delle terre
conquistate".
Alla campagna di comunicazione
pianificata dal regime– e quindi dall’Istituto Luce, che aveva
il monopolio dell’informazione -
per illustrare la conquista dell’Etiopia, alla politica
coloniale perseguita e attuata dal fascismo in Africa, è dedicata
l’opera editoriale. Immagini e testi alla mano, è il mito degli
“italiani brava gente”, di una nazione
promotrice di un colonialismo diverso, meno cruento e più
umano di quello delle grandi potenze coloniali, ad essere attaccato
e smontato.
Il dvd si articola in otto capitoli:
1) Propaganda e spettacolo: la dichiarazione di guerra
all’Etiopia; 2) Il cammino degli eroi?; 3) Risorse straordinarie e
ordinarie efferatezze; 4) Il nuovo ordine; 5) missione
civilizzatrice: da selvaggi a fedelissimi soldati; 6) schiavi
liberati e lavoro forzato; 7) coloni; 8) la fine.
Il prodotto editoriale si caratterizza
per un uso intelligente del documento filmico e
una “navigazione” scientifica del testo multimediale.
Ogni capitolo è introdotto da
un cinegiornale o un documentario, che illustra i diversi aspetti
del racconto storico. Il documento stesso è oggetto di analisi e
riflessione, è parte del racconto storico: a volte è il soggetto
della narrazione (come mezzo di autorappresentazione) a volte lo strumento del discorso
storico, a volta assurge per l’autrice a “prova” di una
“verità” storica .
Così nel Giornale Luce (il n. 761)
sull’adunata lo
spettatore si riconosce visivamente
nell’unità di un popolo disperso in mille piazze ma
raccolto simbolicamente in
piazza Venezia dalla parola del Duce, nel documentario
“Il cammino degli eroi” partecipa all’epopea della
guerra d’Africa. Nel filmato del 1939 “La fondazione della nuova
Addis Abeba”, l’autrice
cerca nelle immagini le
tracce involontarie, la prova, della brutale violenza scatenata dal
generale e viceré d’Etiopia
Rodolfo Graziani, ferito in un attentato nel febbraio del
’37, contro
l’intellighenzia etiopica ed il
clero cristiano-copto del
monastero di Debrà Lebanòs, ritenuto responsabile
dell’attentato. Per ciascun capitolo sono indicati in
sovrimpressione titolo e anno del documento audiovisivo citato,
nell’approfondimento sulle fonti è possibile sapere se il filmato
utilizzato è l’intero documento o parte di esso, nonché il
rapporto temporale tra immagini selezionate e durata totale del
cinegiornale o documentario.
Il dvd
si arricchisce inoltre di mappe per la contestualizzazione
degli eventi e dei luoghi,
di schede di approfondimento guidate dalla lettura di
brani tratti dalla memorialistica del tempo, i “Voli sulle ambe”
di Vittorio Mussolini, il Diario di Giuseppe Bottai, di documenti
storici (le comunicazioni tra
Mussolini e Graziani). Forse, per maggior completezza dell’opera,
si sarebbe potuto aggiungere la sezione fotografica, considerando le
oltre 10.000 immagini
scattate dagli inviati Luce al seguito dell’esercito e conservate
nell’archivio del Luce. Documenti studiati dagli storici Angelo
Del Boca e Nicola Labanca nel saggio
“L’impero africano del fascismo nelle fotografie dell’Istituto
Luce” pubblicato nel 2002 dagli Editori Riuniti.
Dalla storia della guerra italiana in
Africa raccontata da Chiara Ottaviano emerge l’immagine di un
paese razzista, promotore di una legislazione segregazionista – si veda la “lettura” del documentario “La fondazione della
nuova Addis Abeba” . Di un Paese che
non esitò ad usare terribili armi chimiche per eliminare
ogni sacca di ribellione. Un Paese che commise stragi inutili
(l’impero si dissolse velocemente nel 1941 sotto i colpi degli
inglesi alleati della guerriglia) negando la verità sui massacri e sulle sangunose
rappresaglie contro i ribelli per decenni.
Ma, questa l’opinione di chi scrive,
la propaganda veicolata
dalle immagini Luce non assunse mai, in nessuna circostanza,
un volto feroce: inutile cercare in archivio cinegiornali
sulle leggi razziali del 1938,
corpi di nemici uccisi in battaglia nei notiziari di guerra
degli anni quaranta. Forse anche questo contribuì a costruire nel
corso del tempo la “menzogna” degli “italiani, brava gente”. |