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Multimedialità, intermedialità, sinmedialità, unimedialità, intermodalità … sono solo alcuni dei termini analizzati e discussi nell’introduzione a un testo fondamentale per la comprensione degli effetti della rivoluzione digitale sulle arti contemporanee, sui linguaggi artistici del Novecento, e sui loro medium di comunicazione, pittura, fotografia, cinema, televisione, teatro, danza, musica.
Le arti multimediali digitali. Storia, tecniche, linguaggi, etiche ed estetiche delle arti del nuovo millennio, di Andrea Balzola e Anna Maria Monteverdi, autori oltre che curatori, è stato pubblicato dalla Garzanti ed è un libro di sorprendente lucidità e di grande rigore scientifico.
Merito dei suoi autori - studiosi, esperti ed appassionati di new media, di storia dell’arte, del teatro, del cinema, della fotografia -, che sono riusciti a delineare un quadro esaustivo dello sviluppo, dell’evoluzione e dell’impatto delle tecnologie elettroniche, analogiche prima e digitali poi, sulle diverse arti.
Il volume, o meglio il suo progetto editoriale, come gli autori sottolineano nell’introduzione, nasce da “un’impostazione teorica che intreccia due temi fondamentali: l’interazione creativa dei linguaggi e il rapporto tra arte e nuove tenoclogie che sostiene, permea e sviluppa questa interazione. Il discorso prende quindi avvio dal primo tema e sfocia progressivamente nel secondo”.
La struttura del libro prevede tre parti. La prima, intitolata “Verso la sintesi delle arti. I precursori” comprende sette saggi che ricostruiscono cronologicamente la storia e rintracciano le origini di concetti ed “eventi artistici” caratterizzati dalla interattività, multimedialità, intermedialità, unimedialità, sinestesia delle arti, etc. dalla fine del Settecento a oggi. Pur essendo tutti molto interessanti, si segnalano, nel contesto di questo magazine, le efficaci illustrazioni di Andrea Balzola, L’utopia della sintesi delle arti dai romantici alle avanguardie storiche, di Sandra Lischi, Le avanguardie artistiche e il cinema sperimentale, e di Marco Maria Gazzano, Comporre audio-visioni. Suono e musica sulle due sponde dell’Atlantico alle origini delle arti elettroniche.
La seconda parte, intitolata “Verso la sintesi digitale. La genesi multimediale delle arti”, è una ricognizione finalizzata “all’individuazione degli elementi più significativi di novità e di discontinuità che caratterizzano il rapporto tra le arti e le nuove tecnologie dagli anni Ottanta a oggi.”. Si tratta di ben diciassette saggi, alcuni più tecnici, altri più attenti agli aspetti e alle implicazioni estetiche ed etiche delle nuove forme e trasformazioni artistiche.
La terza parte comprende due sezioni antologiche di grande utilità. La prima, curata da Anna Maria Monteverdi, presenta una quarantina di opere, di generi artistici e di generazioni differenti, considerate emblematiche nell’ambito dei temi sviluppati nelle prime due parti del volume.
La seconda sezione antologica, curata dai due autori principali, presenta, in modo ragionato e tematico (Teatro-Happening, Fotografia e cinema, Musica, New media digitali ipertesti web realtà virtuali, Estetiche delle arti tecnologiche), brani tratti da scritti inediti o mai tradotti in Italia, di artisti e studiosi italiani e stranieri che dall’Ottocento in poi, si sono occupati o hanno contribuito a delineare “una nuova estetica delle arti tecnologiche e multimediali”.
Il volume si apre con una introduzione ricca di spunti di riflessione e di commenti sui temi affrontati successivamente, compreso un paragrafo dedicato all’importanza della formazione in tali settori, dove viene sottolineata l’esigenza di colmare dei vuoti e di far fronte a delle inadeguatezze del sistema educativo italiano.
A proposito di vuoti, vorremmo indicarne, dal canto nostro, un altro, non considerato in questo volume: quello riguardante il problema della conservazione e dell’accesso e fruizione di tali patrimoni artistici, oggi dispersi, in alcuni casi distrutti, o non più recuperabili.
Anche nel settore della produzione creativa multimediale è infatti sempre più urgente un’educazione archivistica per il corretto trattamento e quindi per l’effettiva tutela e per la conservazione di tali beni culturali.
Il libro è infine corredato di una ricca bibliografia tematica e di un accurato indice dei nomi e delle opere.
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