|
L’uomo reso famoso nel mondo
per la sua storica raccolta di figurine del calcio dovrebbe
essere ricordato per un altro grande progetto. La passione
per il collezionismo e per il proprio lavoro di editore ma
anche il contributo del comune e della Provincia di Modena,
hanno aiutato Giuseppe Panini a raccogliere diversi archivi
fotografici, ora conservati nel luogo che ha preso il nome di Fotomuseo Panini di Modena.
La
mania per la raccolta e la conservazione fotografica -
tralasciando qui la sua collezione di fisarmoniche - lo ha
portato a salvare due archivi di altrettanti studi
fotografici modenesi in esercizio dall'inizio del secolo -
Orlandini e Bandieri - intorno ai quali si è sviluppata
l’attività dell'ente che porta il nome dell'editore. Gli
altri archivi conservati nel Fotomuseo sono gli archivi
dello studio fotografico Botti e Pincelli, quelli
dell'artista Giuseppe Graziosi, del fotoreporter della
Repubblica Partigiana di Montefiorino Aldo Corti, l'archivio
D'Ami, una rassegna sull'aeronautica pionieristica che
precede la Prima Guerra Mondiale e l'archivio fotografico
della Provincia di Modena, sia quello storico che quello
moderno, comprese le fotografie aeree. Non solo, è presente
anche una delle più ampie collezioni italiane di cartoline
regionali, italiane e di carattere militare. Il tutto
consiste in un milione e mezzo di foto storiche conservate e
in duecentomila cartoline italiane e straniere.
Sembrerebbe un’anomalia
definire museo il luogo di conservazione di diversi archivi,
in realtà la struttura del centro è quella di un museo; tre
i percorsi che il visitatore può scegliere al suo interno:
storico-sociale, storico e artistico, storico-scientifico.
Di tutto il patrimonio oltre
80.000 fotografie sono state digitalizzate e rese
consultabili attraverso il sito dell’Ente. Si tratta di un
piccolo catalogo, rispetto al patrimonio conservato,
puntualmente aggiornato con le nuove acquisizioni. Lo scopo
della messa on line è quella della vendita: l’uso
delle immagini presenti in rete deve essere autorizzato dal
museo e comunque deve rispettare un tariffario reso
disponibile all’interno del sito stesso.
L’accesso al catalogo è
filtrato da una registrazione obbligatoria e chiunque può
accedervi. È possibile visionare sia fotografie che
cartoline.
La consultazione delle
immagini avviene attraverso una maschera di ricerca divisa
in due frame. Nel primo, sulla sinistra, sono inseriti i
criteri di ricerca - per parola chiave, per area tematica,
per numero di inventario e datazione, all’interno dei vari
archivi presenti nell’ente -; nello stesso frame appare
l’elenco delle immagini risultato della ricerca. Nel frame
di destra invece viene visualizzata l’immagine selezionata.
Direttamente cliccando l’elenco é possibile selezionare le
immagini di interesse e ordinarle on line tramite un format
di ordine. |