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La nuova pubblicazione della
collana “Quaderni della Biblioteca Luigi Chiarini” è
incentrata sulla valorizzazione di un fondo acquisito dal Centro
Sperimentale di Cinematografia e appartenuto a Franco
Rossellini, cugino della donatrice - la nota scenografa Gioia
Fiorella Mariani - ed originale figura di produttore. Il fondo
è costituito da una raccolta fotografica e da album contenenti
rassegna stampa in special modo legati alla lavorazione e alla
successiva diffusione del film Medea, realizzato da
Pier Paolo Pasolini nel 1969.
L’ideazione del volume è nata dunque
a partire dall’approfondito e meticoloso lavoro di schedatura
del materiale contenuto nei volumi di rassegna stampa che, nati
con l’obiettivo di monitorare l’interesse giornalistico ed
il gradimento del pubblico intorno al prodotto filmico,
acquistano oggi un valore di testimonianza storica. Tale valore
è innanzitutto ravvisabile nella possibilità di
contestualizzare l’evento cinematografico - dalla preparazione
all’uscita nelle sale e nelle diverse fasi realizzative -
nella storia sociale e del costume del proprio tempo. La
rassegna stampa su Medea, oggi conservata presso la
Biblioteca “Luigi Chiarini”, offre così l’opportunità di
rintracciare quanto più possibile intorno al film, agli attori,
ma anche alle location, alle maestranze reclutate per la
realizzazione di apparati scenici, agli stunt-man, ossia a tutte
quelle situazioni o figure che si finiscono col considerare, a
distanza di tempo, secondarie ed ininfluenti sul piano artistico
e di cui si può ricostruire la memoria solo grazie ai documenti
che ne hanno registrato nell’immediato le circostanze. Tutte
le notizie, infatti, venivano raccolte, come in questo caso,
dagli uffici stampa delle case di produzione cinematografiche,
senza una selezione fondata sull’importanza della testata
giornalistica o sulla fama ed autorevolezza dell’articolista.
I tre album che racchiudono la rassegna stampa sul film
pasoliniano
Medea contengono dunque ritagli, interi inserti
giornalistici, fascicoli di riviste in grado di offrire un’ampia
panoramica di tutte le tipologie della stampa periodica, da
quella di informazione e approfondimento a quella più
espressamente di costume e attualità. La valenza comunicativa
del materiale giornalistico è peraltro rafforzata da quella del
materiale iconografico - fotografie, disegni e caricature - che
corredano i reportage e le interviste, spesso a firma di noti
professionisti ed artisti del tempo.
Negli album sono inoltre presenti elementi cartacei di diversa
natura come ad esempio un telegramma, una lettera autografa di
Maria Callas, vari biglietti da visita e di invito a
manifestazioni promozionali del film. L’insieme delle diverse
tipologie documentarie consente così di interpretare i volumi
come una sorta di percorso diaristico costruito intorno all’opera
cinematografica ed in particolare intorno ai diversi
protagonisti che la realizzarono: Pier Paolo Pasolini, Maria
Callas, nonché alcuni fra i principali nomi del ricco cast
artistico e tecnico. A quest’ultimo, peraltro, il libro vuole
rendere omaggio attraverso le interviste a tre fra i principali
collaboratori del regista per la fotografia ed i costumi: Ennio
Guarnieri, Sergio Salvati e Piero Tosi.
I loro emozionati racconti, ricchi di aneddoti sulla lavorazione
in terre lontane ed impervie e sull’intreccio dialettico di
straordinarie personalità creative, aiutano il lettore a
ricostruire il modo del tutto personale di lavorare di Pasolini
- sempre concentrato, autorevole ma gentile con tutti - e ci
restituiscono l’immagine inedita di una dolce e fragile Maria
Callas, dipinta facilmente nelle cronache come una capricciosa e
indomita Primadonna internazionale.
Alla schedatura completa del materiale conservato negli album
del fondo (liste articolate per tipologia di materiali cartacei,
con riferimenti cronologici, di pubblicazione e corredati da
indici) il libro aggiunge una bibliografia tematica sul film,
espressione dell’ampia dotazione specialistica della “Luigi
Chiarini” e di altri repertori, come banche dati
internazionali, in essa reperibili.
Il libro, infine, mentre recupera la memoria del film
pasoliniano sotto i profili della cronaca del tempo e dei
ricordi di alcuni protagonisti, tenta altresì di offrire
percorsi di ricerca meno indagati, difficilmente suggeriti dai
tradizionali apparati bibliografici.
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