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Nasce un nuovo serial
internet, Zona Critica programma on line di critica
cinematografica alternativa. Dieci puntate in tutto, due
minuti a puntata con appuntamento fisso il lunedì per i nuovi
episodi. La serie ha come protagonisti due critici
cinematografici Piotre e Paulo,
interpretati da Lisio Castiglia e Mauro Mandolini, che,
pensando di parlare a camera spenta, sparano commenti su
attori, registi e quant'altro appartiene al mondo del cinema,
forti di una convinzione: il cinema è morto! Non a caso
ironica battuta di apertura della prima puntata che vuole fare
da incipit critico alla ‘critica’, cioè a tutta quella
massa di critici 'avvoltoi' che, a detta dei nostri
protagonisti, stanno contribuendo alla morte del cinema,
stretti sempre più nella morsa delle logiche di
distribuzione. Così Piotre, critico navigato, conduce per
mano il giovane Paulo a scoprire gli arcani del mondo della
pellicola, mentre si attende l'inizio della proiezione del
film in anteprima.
La serie, diretta da Marco Massaccesi e
Andrea Monti, si posiziona in quel luogo di sperimentazione
che sta diventando il web. Sperimentazione di un nuovo
linguaggio del nuovo media e di un nuovo linguaggio video per
il nuovo media.
La struttura è quella canonica: titoli di
testa, contenuto, titoli di coda. Ma le diversità si notano
subito: una sola camera, nessun movimento, una
inquadratura fissa che funge da occhio indiscreto sui commenti
dei due, quasi fossero ripresi di nascosto da un telefonino o
da una webcam. L'oscurità del fondo dove si intravedono a
mala pena gli altri critici in attesa, fa da stacco ai due
protagonisti, che, inquadrati in primo piano, si posizionano
quali unici protagonisti della scena, senza distrazioni.
E' così che parla il nuovo media audiovisivo, l'attenzione si
concentra su un punto di vista, i tempi di visione sono brevi,
il messaggio deve arrivare immediato, senza complessi processi
interpretativi da parte dello spettatore, lo schermo non
permette dispersioni dell'occhio, qui la lingua dell'immagine,
a differenza del cinema o della pittura, deve comunicare
pochi elementi e non può sostenere più registri comunicativi.
Le poltrone in primo piano fungono da definizione dello spazio
fornendo profondità alla scena e parallelamente definiscono
un contesto, siamo in un cinema, trasformandosi in soggetto
implicito di commento: ciò che il critico dirà, troverà
d’accordo o meno lo spettatore, che è il vero critico del
film. Le poltrone sono l'unico elemento visivo che attiva un
registro comunicativo diverso e integrativo rispetto ai due
personaggi.
Essenzialità, brevità, pregnanza del testo
visivo, sono questi i campi su cui si sta definendo il nuovo
linguaggio e Zona Critica ne è un esempio ben riuscito. |
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