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Alla
fine degli anni sessanta, un’utopia prese corpo nella testa di Theodor
Nelson, studioso e ricercatore poliedrico. Il sogno era
un’idea semplice, figlia a sua volta del fermento culturale e
tecnologico di quegli anni. Il sogno si chiamava Xanadu,
e nel progetto del suo ideatore, doveva essere una rete di dati,
immagini, suoni, filmati, legati tra di loro grazie a collegamenti
ipertestuali, Nelson, così sognava per l’umanità
l’archivio della cultura mondiale, ispirandosi ad un intento di
democratizzazione della tecnologia - intento poi di fatto realizzato
da IBM, Microsoft e Apple - che all’epoca era ancora appannaggio
della ricerca militare. Quel
figlio è nato grazie al matrimonio della tecnologia con le idee che
Nelson ha ispirato. Xanadu oggi vive sotto “pseudonimo”.
Internet è il nome a tutti noto,, la grande rete mondiale che, dalla
seconda metà degli anni novanta, ha rivoluzionato le modalità di comunicazione.
Tra
le molteplici idee e progetti, uno in
particolare ha realizzato l’idea originaria di
Nelson, WIKIPEDIA,
emblema del sapere allargato e partecipato.Chiunque può
contribuire ad aggiornare una voce o inserirne nuove.
Le
modalità di aggiornamento ricordano sorprendentemente modelli di guide intergalattiche, di fantascientifica memoria, per cui
una voce dell’enciclopedia può cambiare, aggiornarsi, quasi sotto
gli occhi del consultatore. Velocemente si informa, velocemente si
apprende. Ogni iscritto può aggiungere nuovi lemmi a Wikipedia,
può aggiornare e correggere quelli esistenti. In sostanza, il
sistema funziona in modo molto simile a quella utilizzata per la realizzazione di software open
source.
Il
dato più sorprendente è che il tutto è disciplinato da un
semplice regolamento, al
quale gli utenti di tutto il mondo si sono conformati negli anni
senza polemiche o eccezioni. Il regolamento richiama al rispetto di
pochi vincoli e al buon senso di ognuno. Questa è Democrazia, con
l’iniziale maiuscola. Questa è anche la realizzazione più vicina
alle dichiarazioni di attivisti
per la libertà dell’informazione, per i quali “La proprietà della cultura di massa è una contraddizione in
termini” senza però riuscire effettivamente a svincolarsi del
tutto dai tradizionali canali informativi e quindi dalle regole di
cui si dichiarano nemici.
La
nostra redazione ha visitato Wikipedia, si è iscritta e sta
contribuendo alla realizzazione di nuovi lemmi. Ha anche in
lavorazione una recensione
del sito possiamo
quindi invitarvi a condividere il vostro sapere con noi, con gli
altri, a diventare wikipediani.
In particolare rivolgiamo un appello agli archivisti e
bibliotecari italiani perché sembrano particolarmente carenti le
relative categorie di lemmi.
Riferimenti bibliografici
AA.VV.,
I nuovi strumenti del
comunicare, Collana Strumenti
Bompiani, Bompiani (II Edizione, 2003).
Mari
Alberto, Web
Publishing Blog e Wiki, Collana
Pocket, Apogeo (2004).
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