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Ancora novità d’oltreoceano, ma
stavolta non dai soliti Stati Uniti, che ci hanno abituato e
stupito con le loro idee, le loro trovate e le
sperimentazioni di modi del tutto pionieristici di guardare
e interagire con quello che una volta era il vecchio tubo
catodico.
Questa è la storia di una piccola
cenerentola del mercato televisivo che non poteva che
utilizzare la rete come democratico strumento di
comunicazione televisiva.
L’idea di realizzare una Tv via
internet in esperanto.
è di Flavio Rebello, già ideatore di altri progetti atti
ad esportare l’esperanto nel mondo, come Gangalo,
un portale di promozione della lingua suddetta nel mondo.
Internacia Televido
è la prima televisione in esperanto che ha avuto risonanza
mondiale in rete, nel 2001 il tentativo del Partito radicale
con Esperanto.tv
ottenne miseri risultati, secondo gli stessi ideatori “la
prima televisione mondiale in rete, con programmi vari,
usando la tecnologia della radio, della televisione e della
rete”. La lingua ufficiale, l’esperanto, è in realtà
l'unica lingua al mondo a non essere ufficiale pur parlata da quasi due
milioni di persone in tutto il mondo.
Forse è proprio questo il motivo alla
base di questa nuova esperienza televisiva.
La programmazione è varia. Il palinsesto
di 90 minuti al giorno consta di un Telejurnalo, un
programma settimanale il Dokumentarioj pri
Esperanto,, e poi il Muzikume, il programma di
approfondimento sui temi di importanza intternazionale
Cioscio, il Sur la Scenejo e un programma molto
apprezzato e seguito dai bambini , Infanurbo. Spazio
viene dato anche alla satira, con Amusaj Videoj una
serie di servizi, provenienti da tutto il mondo e commentati
in esperanto, con scherzi, gaffe e candid camera.
La rete tende sempre di più a
democratizzare il modo di fare e fruire i prodotti
audiovisivi, ancora una volta si pone quale interlocutore
privilegiato per lo scambio di contenuti di nicchia dalle
molteplici capacità di sfruttamento. L’esempio dato da Internacia
Televido porta a riflettere sulla necessità di filtrare
e regolamentare i contenuti audiovisivi e di renderli
disponibili alla grande maggioranza di pubblico.
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