quadro di letizia cortini

MultiMedia 
Magazine di informazione sui  nuovi media, media digitali, multimedialità, audiovisivi,  information architecture     
Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
Tra i fili d'erba
Letizia Cortini
  Omaggio alla natura e alla primavera e alla capacità di cercare tra i fili d'erba, là dove le piccole cose possono essere più nascoste. Il pennino rimanda alla scrittura e alla poesia.
 
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MultiMedia 30 settembre 2005  n. 1 
what i want, when, where, how.  la nuova deriva post-neotelevisiva
di Romina Toscano
Le nuove tecnologie stanno mettendo a dura prova quella strana e umana abitudine di noi comuni mortali, di sentirci coccolati e vezzeggiati dalla vecchia “nonna Tv”, che in tempi non sospetti amava presentarci una serie di curiose offerte per trascorrere una serena serata collettivamente familiare. Tecnologie come I-pod e TiVo, seppur nelle loro infinite possibilità e negli straordinari vantaggi che producono nella fruizione televisiva, potrebbero, e forse già in parte hanno, creato una strana tendenza a personalizzare e a rendere su misura la visione di un particolare programma, uno show o un film. Attraverso le moderne tecnologie di intrattenimento si ha la possibilità di decidere cosa vedere, quando farlo, dove e come. L’utente televisivo decide, scompaginando e sgretolando quello che rimane dei tradizionali palinsesti televisivi, che, pur nella loro fissità e staticità, rappresentavano l’ultimo baluardo della ricorrenza televisiva, di quell’appuntamento atteso, di quell’incontro amoroso con i personaggi del tubo catodico. Che ne sarà allora della trepidazione, dell'attesa e delle ansie che precedevano l'inizio di un film? cosa accadrà quando, sarò solo io ad intrattenere un rapporto personale col mio fedele televisore, quando diventerà così tanto personale che sarò gelosa che altri si avvicinino, perché, al pari della mia homepage web, nasconde atroce verità sui miei gusti e sulle mie preferenze "private". Ironia a parte, è importante chiedersi dove sta portando la deriva della personalizzazione e che influenza questa tendenza stia innescando, anche in previsione delle nuove modalità di comunicazione televisiva che, con l'avvento ormai sempre più imminente della Ip-tv (un ibrido fluido e cangiante di tv e internet, che non è né l'una né l'altro, né la fusione, ma qualcosa di diverso e ancora poco chiaro), determineranno un rapporto straordinariamente e fascinosamente esclusivo dell'utente performer e prosumer e del nuovo dispositivo intradomenstico, multimediale e interattivo. Alla fluidità e alla flessibilità della condizione post-moderna dell’uomo, fa da contraltare la duttilità e l’elasticità dell’industria dell’intrattenimento. Così se il tempo libero ormai è diventato qualcosa da gustare nell’istante e nel luogo in cui ci si trova, sarà necessario trovare dei contenuti ad hoc su altrettanti device dedicati. Interessante risulta a tal proposito il saggio di Christine Rosen The Age of Egocasting, nel quale Rose riflette approfonditamente  sull'impatto sociale e culturale di prodotti come iPod o TiVo, e dove tra l'altro si realizza una interessante comparazione tra due tipologie di prodotto che più di ogni altri consentono di realizzare un intrattenimento esasperatamente su misura. La Tv, d’altro canto, mantiene il significato originale di scatola delle meraviglie seppur nei suoi svariati device di fruizione, conservando e adattando il suo compito di fidata compagna, di attenta osservatrice e informatrice della realtà quotidiana ed oggi, e ancor più in futuro, di innovativo strumento di interazione e comunicazione bidirezionale. La Tv, dunque, si trasforma cambiando e insediandosi nell'intimità del consumatore televisivo. Un esempio, a tal proposito, si può rintracciare in Phiz television, un progetto ancora in fase di elaborazione (quello che Chris Anderson definirebbe un esempio concreto del long tail applicato al mercato televisivo). Mentre i sistemi di raccomandazione ed i motori di ricerca, infatti, hanno cambiato il modo in cui i consumatori scoprono ed acquistano i libri, la musica ed i film sul web, lo stesso modello non può essere facilmente applicato alla televisione. Il progetto di James Rowson, Rich Gossweiler e Kurt MacDonald, realizzato presso il laboratori Hp di Palo Alto, propone una rete di canali televisivi su misura per gli utenti denominata ipoteticamente Phiz. Progettato intorno alle abilità ed alle aspettative di chi ne fruisce, Phiz aumenta la capacità di ai diversi telespettatori di accedere all’unico contenuto di proprio interesse, pur mantenendo la metafora ben consolidata della televisione tradizionale. Phiz Tv rappresenta il primo esperimento di televisione interamente fatta da e sull’utente. La modalità tipicamente broadcast tradizionale, che risponde ad un modello di trasmissione di tipo push, viene arricchita di nuove possibilità di interazione col sistema, predisponendo lo spettatore a diventare non solo consumer ma anche produttore di contenuti, prosumer. L’utente, in altre parole, è in grado di confezionare e caricare propri contenuti video, audio o di altra natura, in appositi spazi personali, e può dunque creare una propria versione organizzata di spazio televisivo da mettere o meno a disposizione degli altri utenti, amici o gruppi privati. Allo stesso modo, è possibile scaricare e inserire nella propria library personale i contenuti realizzati dagli altri utenti e condividerli in un gruppo. Quello che si viene a creare è una doppia modalità di fruizione che pur mantenendo inalterata la tipologia tradizionale, per gli utenti ancora inesperti con le nuove modalità di interazione, e una avanzata, per quegli utenti che vivono la dimensione televisiva in maniera assolutamente attiva. Ecco, dunque, la nuova identità della Tv, personale e fai da te.
 

 

 

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