| what
i want, when, where, how.
la nuova deriva post-neotelevisiva
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| di
Romina Toscano |
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Le nuove
tecnologie stanno mettendo a dura prova quella strana e umana
abitudine di noi comuni mortali, di sentirci coccolati e vezzeggiati
dalla vecchia “nonna Tv”, che in tempi non sospetti amava
presentarci una serie di curiose offerte per trascorrere una serena
serata collettivamente familiare. Tecnologie come I-pod e TiVo,
seppur nelle loro infinite possibilità e negli straordinari
vantaggi che producono nella fruizione televisiva, potrebbero, e
forse già in parte hanno, creato una strana tendenza a
personalizzare e a rendere su misura la visione di un particolare
programma, uno show o un film. Attraverso le moderne tecnologie di
intrattenimento si ha la possibilità di decidere cosa vedere,
quando farlo, dove e come. L’utente televisivo decide,
scompaginando e sgretolando quello che rimane dei tradizionali
palinsesti televisivi, che, pur nella loro fissità e staticità,
rappresentavano l’ultimo baluardo della ricorrenza televisiva, di
quell’appuntamento atteso, di quell’incontro amoroso con i
personaggi del tubo catodico. Che ne sarà allora della
trepidazione, dell'attesa e delle ansie che precedevano l'inizio di
un film? cosa accadrà quando, sarò solo io ad intrattenere un
rapporto personale col mio fedele televisore, quando diventerà
così tanto personale che sarò gelosa che altri si avvicinino,
perché, al pari della mia homepage web, nasconde atroce verità sui
miei gusti e sulle mie preferenze "private". Ironia a
parte, è importante chiedersi dove sta portando la deriva della
personalizzazione e che influenza questa tendenza stia innescando,
anche in previsione delle nuove modalità di comunicazione
televisiva che, con l'avvento ormai sempre più imminente della
Ip-tv (un ibrido fluido e cangiante di tv e internet, che non è né
l'una né l'altro, né la fusione, ma qualcosa di diverso e ancora
poco chiaro), determineranno un rapporto straordinariamente e
fascinosamente esclusivo dell'utente performer e prosumer
e del nuovo dispositivo intradomenstico, multimediale e interattivo.
Alla fluidità e alla flessibilità della condizione post-moderna
dell’uomo, fa da contraltare la duttilità e l’elasticità dell’industria
dell’intrattenimento. Così se il tempo libero ormai è diventato
qualcosa da gustare nell’istante e nel luogo in cui ci si trova,
sarà necessario trovare dei contenuti ad hoc
su altrettanti device dedicati. Interessante risulta a tal proposito
il saggio di Christine Rosen The Age of Egocasting, nel quale Rose
riflette approfonditamente sull'impatto
sociale e culturale di prodotti come iPod o TiVo, e dove tra l'altro
si realizza una interessante comparazione tra due tipologie di
prodotto che più di ogni altri consentono di realizzare un
intrattenimento esasperatamente su misura. La Tv, d’altro canto,
mantiene il significato originale di scatola delle meraviglie seppur
nei suoi svariati device di fruizione, conservando e adattando il
suo compito di fidata compagna, di attenta osservatrice e
informatrice della realtà quotidiana ed oggi, e ancor più in
futuro, di innovativo strumento di interazione e comunicazione
bidirezionale. La Tv, dunque, si trasforma cambiando e insediandosi
nell'intimità del consumatore televisivo. Un esempio, a tal
proposito, si può rintracciare in Phiz television, un progetto
ancora in fase di elaborazione (quello che Chris Anderson
definirebbe un esempio concreto del long tail applicato al
mercato televisivo). Mentre i sistemi di raccomandazione ed i motori
di ricerca, infatti, hanno cambiato il modo in cui i consumatori
scoprono ed acquistano i libri, la musica ed i film sul web, lo
stesso modello non può essere facilmente applicato alla
televisione. Il progetto di James Rowson, Rich Gossweiler e Kurt
MacDonald, realizzato presso il laboratori Hp di Palo Alto, propone
una rete di canali televisivi su misura per gli utenti denominata
ipoteticamente Phiz. Progettato intorno
alle abilità ed alle aspettative di chi ne fruisce, Phiz aumenta la
capacità di ai diversi telespettatori di accedere all’unico
contenuto di proprio interesse, pur mantenendo la metafora ben
consolidata della televisione tradizionale. Phiz Tv
rappresenta il primo esperimento di televisione interamente fatta da
e sull’utente. La modalità tipicamente broadcast tradizionale,
che risponde ad un modello di trasmissione di tipo push, viene
arricchita di nuove possibilità di interazione col sistema,
predisponendo lo spettatore a diventare non solo consumer ma anche
produttore di contenuti, prosumer. L’utente, in altre parole, è
in grado di confezionare e caricare propri contenuti video, audio o
di altra natura, in appositi spazi personali, e può dunque creare
una propria versione organizzata di spazio televisivo da mettere o
meno a disposizione degli altri utenti, amici o gruppi privati. Allo
stesso modo, è possibile scaricare e inserire nella propria library
personale i contenuti realizzati dagli altri utenti e condividerli
in un gruppo. Quello che si viene a creare è una doppia modalità
di fruizione che pur mantenendo inalterata la tipologia
tradizionale, per gli utenti ancora inesperti con le nuove modalità
di interazione, e una avanzata, per quegli utenti che vivono la
dimensione televisiva in maniera assolutamente attiva. Ecco, dunque,
la nuova identità della Tv, personale e fai da te.
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