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Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
  
 
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MultiMedia 1 novembre 2005  n. 3 
Contenuti da Tv Vs Contenuti da IP-Tv

di Romina Toscano

Il clima sviluppatosi intorno alla nuova tipologia di televisione su protocollo IP suggerisce una serie di straordinarie opportunità di utilizzo del nuovo mezzo quale sostenitore di una tv fatta da e per gli utenti digitali.

La rivoluzione digitale permette di aprire le porte ad un nuovo concetto di televisione. In tal senso, non cambiano solo le modalità di trasmissione, ma anche la tipologia di contenuto trasmessa. Questa è la grande novità della IP-Tv.

L’espressione che concretizza e concettualizza tale nuova prospettiva televisiva viene coniata da Chris Anderson (Editor-in-Chief del Wired Magazine) in un articolo apparso su Wired nell’ottobre del 2004, per descrivere un nuovo tipo di mercato sviluppatosi in parallelo al mercato di massa tradizionale, ovvero la Long tail.

 

Lo stesso Anderson, in un intervento del 17 Gennaio 2005, definisce questa possibile applicazione della long tail nel mercato televisivo come «content that is not avaible through traditional distribution channels but could nevertheless find an audience».

La prima caratteristica, quella strettamente necessaria, che i prodotti devono avere è il far parte di un mercato di nicchia. Alcuni potrebbero anche non far parte dei contenuti di nicchia quando sono stati trasmessi ma, col tempo, lo sono diventati. Altri tipi di contenuti non possono essere trasmessi perché facenti parte di categorie definite poco allettanti per il grande pubblico.

Quello che invece accade con l’avvento del mercato digitale, il mercato dell’abbondanza, è il moltiplicarsi delle possibilità di scelta, non solo contenuti di grande richiamo, film e trasmissioni di sicuro successo, ma anche prodotti amatoriali, animazioni personalizzate, video locali e amatoriali, tutto attraverso il vecchio/nuovo televisore.

Si potrà scegliere, in tal modo, tra una infinita varietà di opzioni che porteranno gli spettatori a non allontanarsi dalla televisione per indirizzarsi su altri media e, anzi, a sfruttarne le potenzialità produttive, allora si parlerà sempre più di integrazione e di convivenza convergente tra i vari mezzi di intrattenimento e non di lotta, di serena tolleranza e di fruttuosa connivenza.

 

Come sostiene Thomas Hawk:

 

If today I watch CSI Miami, but on my weekends go out hang gliding and am a huge hangliding fan, when the California hang gliding championships end up being broadcast through a microcontent platform I will end up watching that instead of CSI.

If today I watch some network television but even more than my network television I love reading author Hunter S. Thompson, and my microcontent platform brings me a talk by Hunter S. Thompson from the University of Wyoming I will end up watching that instead of CSI.

If I am 16 and my favorite band is not what hits the charts but rather the latest skate punk music thing, then the custom skate punk music shows that can easily be created and delivered to my microcontent platform will be much more interesting to me than American Idol.

 

 Ecco, dunque, come è possibile sintetizzare i contenuti sfruttabili sul nuovo mercato televisivo digitale. 

1.                        Programmi televisivi realizzati lontano dall’area di trasmissione

 à    Canali che il proprio Cable provider (soprattutto nel mercato americano) non supporta

à    Tv straniere 

à    Sport ed eventi locali

2.                        Vecchi show televisivi 

à    Tv dagli archivi, dai più antichi programmi ai recenti

à    Show contemporanei che ci si è dimenticati di registrare o si è pesi

 3.                        Video di ogni sorta realizzati ma non trasmessi 

à    indipendenti (soprattutto film)

à    Commerciali (che vengono trasmessi ma non registrati e rintracciabili)

à    Amatoriali, incluse i video-news

à    Commerciali/aziendali diretti a specifici target d’utenza 

4.                        Video che si sarebbe dovuto o potuto realizzare se solo ci fosse stata una audience adatta (anche lo stesso Steve Rosenbaum ha trattato lo stesso argomento nel suo blog). 

à    Video politici locali, Skateboarder che riprendono e distribuiscono le loro prodezze e cadute, qualsiasi video di testimoni, porno amatoriale, videogame ed altro ancora 

à    Video simili al JibJab Media, (il primo esperimento di broadcast d’animazione trasmesso direttamente sul web. Il progetto viene realizzato e lanciato nel 1999 dai fratelli Gregg, due studenti della MBA Wharton School of Business, e da Evan Spiridellis, un animatore indipendente, direttamente da un garage di Brooklyn.  Dal primo show interamente animato, “This land”, la fortuna dei fratelli Gregg e di Spirindellis è stata sempre in crescendo, portando addirittura la Nasa a chiedere il permesso per trasmettere lo show anche sulla stazione spaziale internazionale. Per ulteriori informazioni si veda www.jibjab.com) un tipo di video che sta moltiplicandosi nell’industria del cinema digitale, cercando di lasciare una traccia indelebile nel nascente mondo del cortometraggio

Un infinito numero di reality show.
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