Siamo di
nuovo a parlare di tv digitale via protocollo internet e
parliamo ancora di una realtà che contribuisce a dare un
certo ottimismo nel panorama della tv di nicchia.
Lontano dalla stagione dei cento fiori, che caratterizzò
la fine del monopolio radiofonico negli ormai lontani
anni 70 portando ad una rivoluzione del sistema
radio-televisivo italiano, una nuova rivoluzione si
appresta a restare nella storia della comunicazione e
della informazione, cavalcando la fioritura di decine e
decine di tv digitali locali, che un po’ su tutto il
territorio virtuale della rete raccontano e portano la
voce delle province, delle città, e perfino dei piccoli
centri urbani.
Molteplici
sono le forme e le tipologie di prodotto utilizzato per
compiere questa sorta di rivoluzione copernicana del
sistema virtual-televisivo, accomunate da un unico
fattore: avere internet e la rete quale punto di
incontro e di accesso alla comunicazione e alla
trasmissione dei dati. Dopo Messina Web Tv, ancora
novità dallo stretto, che sembra ormai in preda ad una
euforia del tutto digitale. Reggio Tv, è tra le prime
esperienze del meridione che utilizza la tecnologia del
P2P (che avevamo avuto modo di vedere con TVyoung) per
trasmettere le proprie trasmissioni
televisive.
Cosa è
necessario per vedere Reggio TV?
Sono quattro
i semplici passi da compiere per poter fruire del
servizio:
-
Scaricare e installare il client Peercast o da
appositi link disponibili sul sito o direttamente sul
sito di Peercast
www.peercast.org
-
Controllare che il Peercast sia avviato
(un'iconcina in basso a destra, vicino
all'orologio).
- Inviare un
messaggio dal sito per avvertire che è stato installato
il Peercast
- E poi
semplicemente guardare!
La cosa
interessante è che è l’insieme degli utenti a
contribuire alla stessa velocità di trasmissione. Se
infatti si tiene aattivo il Peercast anche se non si sta
guardando la programmazione in quel momento, si consente
ad altri utenti di guardare, usando un po' della propria
banda inutilizzata!
Il vero
limite infatti per la diffusione su larga scala della
televisione via internet è stato il costo troppo oneroso
della banda necessaria al collegamento di tutti gli
utenti. Oggi questo limite può essere facilmente
bypassabile grazie alle tecnologie di condivisione della
rete.
Con questo
esperimento, che si basa su un programma (detto
"client") come si legge sul sito, dal funzionamento
analogo a quello dei programmi di "file sharing" (es.
Napster, WinMX Gnutella e simili), la trasmissione del
video non avviene da un sito centrale alle periferie,
ovvero i visitatori/spettatori, al contrario ogni
visitatore durante il collegamento ri-trasmette il
segnale ad un altro visitatore, che a sua volta lo
trasmette ad un altro telespettatore e così via... di
modo che più è alto il numero dei utenti online connessi
al client, più è facile vedere il video con una buona
qualità dell’immagine.
Reggio
Tv in P2P nasce infatti dall'idea di una tv che sia
«libera, democratica e fuori dalle grinfie del
monopolio» come si legge sulla homepage del
sito.
Attualmente, sono stati
trasmessi alcuni eventi registrati al Fuori Orario come il
concerto di Max Gazzè ed una intervista esclusiva con
Marco Travaglio, per la presentazione del suo libro
"L'inciucio" oltre naturalmente ad contenuti di
interesse regionale, tra cui appunto gli eventi locali
che soprattutto durante la stagione estiva si
moltiplicano nel meridione.
Ecco allora che le nuove
tecnologie vengono a soccorso delle nuove idee, della
creatività e aiutano a realizzare i sogni di chi anche
si sente ancora imbrigliato nelle vischiose grinfie del
digital divide. nuove realtà si stanno moltiplicando al
nord come al sud e sulle isole. siamo sicuri che è
ancora essenziale parlare di monopolio
televisivo?