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Nuovi Media, Audiovisivi, Multimedialità,  Information Architecture  
Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
  
 
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MultiMedia 30 luglio  n. 14 

Il processo della convergenza nei mezzi di comunicazione

Nuove opportunità per i servizi convergenti

di Romina Toscano

 

La vera rivoluzione provocata dall’avvento del digitale e delle possibilità connesse alle nuove reti di trasmissione è l’incontro tra mezzi di comunicazione differenti, settori fino a poco tempo fa lontani da una qualche forma di interazione: editoria, televisione, informatica, telefonia e telecomunicazione.
La compressione numerica permette di “mixare” «media differenti che prima, nel mondo analogico, non potevano essere mescolati» (E. Assante). Rendendo possibile, di conseguenza, la cosiddetta multimedialità.
I confini tra i vari settori, nati autonomi e integri nelle loro definizioni, finiscono per assottigliarsi producendo come risultato un ibrido, la cui forma e caratteristica non è la somma delle diverse parti ma una realtà nuova e indipendente. La convergenza  ha come suo ultimo prodotto i sistemi 3G, detti anche sistemi NGN (Next Generation Network), dentro i quali sono suggerite le linee guide della comunicazione. Questi nuovi sistemi garantiscono servizi grazie ai quali, quella che oggi viene definita “chiamata” include voce, ma anche video, dati, trasmissioni TV ed altri funzioni multimediali. Nuovi servizi di personalizzazione rendono ubiqua la comunicazione televisiva.
Le previsioni fatte per il 2005, secondo cui differenti tipi di comunicazione avrebbero iniziato a congiungersi, creando un nuovo medium che avrebbe sostituito passo passo tutti gli altri, sono state realizzate con largo anticipo nei primi mesi del 2004, quando sono stati messi sul mercato i primi telefonini con tecnologia UMTS (Universal Mobile Telecommunications System), e soprattutto quando è arrivato l’accordo tra le aziende del settore delle telecomunicazioni e di quello televisivo. « Nello scenario prospettato, che gli addetti ai lavori definiscono di “convergenza e multimedialità”, il terminale d’utente non sarà più un televisore o un computer, ma un apparato capace di ricevere i servizi utilizzando il sistema tecnologico più adatto». È il settore audiovisivo, quindi, che trae dal processo di convergenza innumerevoli vantaggi: aumento della capacità di trasmissione, l'efficienza delle reti, la quantità e la qualità delle trasmissioni prodotte. Nel futuro immediato, queste soluzioni arricchiranno le funzioni della televisione, valorizzando la relazione tra lo spettatore e il televisore, realizzando una zona di sovrapposizione che rende possibile la combinazione dei servizi del televisore con l'accesso a Internet. Le abitazioni non sono solo piene di televisori e radio, ma anche arricchite di telefoni cellulari, videotelefoni domestici, computer e videoregistratori, lettori dvd, impianti 3d surround, senza dimenticare la attivazione in aumento di impianti per la Tv satellitare, pay-tv, di station per i videogame e di collegamenti a Internet a banda larga (che sta velocemente soppiantando il vecchio modem a 56kb), che insieme contribuiscono a delineare le case degli italiani come dei «complessi terminali multimediali».
Il consolidarsi del processo di convergenza, a ben vedere, è stato determinato da una serie di presupposti (o condizioni) che hanno caratterizzato contemporaneamente la rivoluzione digitale. Possiamo dire, allora, come questi fenomeni siano l’uno il presupposto dell’altro e come l’esistenza del primo determini, e in qualche caso influenzi, l’evoluzione del secondo e viceversa. Vediamo brevemente alcuni:


-   Condizioni infrastrutturali, le tecnologie di trasmissione di dati attraverso la banda larga, al   fronte di un costo per il servizio relativamente abbordabile per l’utente.
-  Sistemi di ricezione adatti ai nuovi servizi garantiti dalle aziende, nuovi decodificatori del segnale digitale trasmesso dai network (set-top box, terminali WAP, UMTS…).
-  Competizione nel mercato della comunicazione, tale da ridurre i prezzi per i servizi tradizionali e per le nuove iniziative.
-  Sviluppo di una TV digitale, che permetta l’introduzione di tutta una serie di nuovi canali, che favoriscano la tematicizzazione e personalizzazione dell’offerta.
-  Sviluppo qualitativo dell’offerta, attraverso la produzione di nuovi contenuti, atti a mantenere viva la competizione tra le singole aziende.


Tra le conseguenze più evidenti, il processo di convergenza, porta con sé una sempre più costante ibridazione con la rete e i servizi interattivi che questa fornisce. I prodotti digitali saranno accompagnati sempre più da servizi interattivi, non solo attraverso i servizi web, o altri terminali interattivi come il telefono cellulare, ma anche il televisore che si presenta sempre più come interfaccia multimediale e multifunzionale, e non più solo apparecchio di ricezione passiva del prodotto.
Uno stesso contenuto, allora, potrà essere veicolato attraverso canali differenti e visualizzato con opportune modifiche per il terminale ricevente.
«L’industria emergente della convergenza (computing, comunicazioni e contenuti) e la trasformazione dei mercati corrispondenti sta spingendo le imprese a ripensare se stesse e la propria missione. Oggi questi settori condividono il medesimo linguaggio di codifica, un linguaggio fatto di bit. Ma le trasformazioni maggiori nel processo di digitalizzazione della comunicazione si registrano nella televisione, veri salti generazionali che si manifestano sia nel segmento della tecnologia che del consumo. La tecnologia digitale consentirà allo spettatore-utente-consumatore di scegliere la propria dieta mediatica attraverso la ricerca e l’accesso a database multimediali di informazioni, contenuti programmi e servizi. Nel nuovo mondo digitale cambia il modello di business del broadcasting che tende a sovrapporsi a quello dell’editoria, la posizione e la funzione del pubblico (da passiva ad attiva e da semplici consumatori a produttori di informazioni) e la localizzazione della ricezione che si estende ad ogni luogo» come afferma Enrico Manca. « Praticare la convergenza significa spingere sulla creatività a 360°, in questa fase è ancora incerto se a spuntarla sarà la ITV o il personal computer, quel che più conta è tracciare nuove strade per creare le categorie di fruizione del futuro. Davanti all’omologazione della Tv generalista occorre saper proporre contenuti nuovi puntando sulla qualità e sull’originalità » come sostiene Gianluca Nicoletti.


La convergenza, dunque, diventa uno strumento assai utile nel mercato della comunicazione multimediale interattiva, offrendo straordinarie possibilità creative a fronte di una richiesta di tecnologia adeguata. A ciò deve affiancarsi una parallela crescita del pubblico cui questa tecnologia convergente si rivolge, evitando di affollare il mercato di strumenti tanto affascinanti quanto inutili.

 

 

 

 

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