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Abbondanti furono gli esperimenti,
milioni di dollari investiti dai giganti dell'Ict ma carenti
i risultati, questa l’unica conseguenza di quei primi
fervori.
Ed eccoci, allora, arrivati al risultato della convergenza e
della rivoluzione digitale, le cui speranze e timori sono
legate all’effettivo successo del mezzo e alla percentuale
di penetrazione territoriale che deve raggiungere,
avvicinandoci alla data fatidica per lo switch off
(stabilito prima nel 2006 poi saggiamente posticipato al
2012 in conformità con gli altri paesi europei) per
dimostrare l’effettivo vantaggio apportato dal passaggio
forzato al digitale rispetto alla tradizionale trasmissione
analogica.
Dopo anni di attesa, quindi, la TV digitale diventa una
realtà. «La televisione digitale costituisce» secondo
Solmavico «un passaggio fondamentale nello sviluppo delle
nuove tecnologie di trasmissione in quanto rappresenta la
tappa principale del processo di transizione da sistemi
rigidi di radiodiffusione, con segnali radiotelevisivi
analogici, a sistemi flessibili di radiodiffusione con
segnali e servizi radiotelevisivi e multimediali digitali,
anche interattivi». L’avvento del digitale, secondo
l'Autorità garante per le comunicazioni, «costituisce la più
importante innovazione tecnologica nella storia della
televisione: ancor più del colore, della diffusione via
satellite o del telecomando, la tecnologia digitale appare
in grado di modificare i modi di consumo, i modelli
economici e quindi, in definitiva, l'assetto sistematico
della televisione».
Bisogna evidenziare, a tal proposito, il lavoro svolto dal
Digital Video Broadcasting (DVB), il consorzio europeo nato
nel 1993 al fine di stabilire uno standard comune di
trasmissione del segnale, in modo da «bissare il successo
conosciuto in Europa dalla telefonia cellulare con il GSM»
secondo Montrucchio, e completare il processo di
standardizzazione aperta con la riorganizzazione della
logica di produzione. Durante gli anni Novanta il consorzio,
che riunisce la maggioranza delle aziende ed operatori del
settore televisivo in Europa, è riuscito ad ottenere alcuni
risultati decisivi per la diffusione del digitale televisivo
europeo, arrivando rapidamente a scegliere uno standard di
compressione (o codifica) digitale del segnale, l’MPEG2.
Questa, insieme ad altre due decisioni (definizione del
sistema di trasporto del segnale numerico e del servizio da
garantire, i bouquets), hanno giocato un ruolo fondamentale
per assicurare l’interoperabilità di tutti i terminali di
ricezione. Come si è detto in precedenza, una delle più
interessanti opportunità garantite dalla trasmissione del
segnale televisivo numerico è la moltiplicazione dei canali
a disposizione. Questa, unito ai processi di convergenza in
atto tra diversi settori della comunicazione, fino a poco
tempo fa distinti, implica una più puntuale e precisa
attenzione verso l’offerta dei contenuti trasmessi, e
determina una situazione di continua concorrenza tra le
diverse aziende e di leggera instabilità dovuta proprio a
tale situazione concorrenziale. Il risultato di questo
difficile equilibrio non potrebbe essere più positivo, dato
che determina una continua ricerca di attrattività per
l’utente e provoca come sostiene Pani, Coordinatore New
Media & Tv-lab, I-LAB centro di ricerca sull’economia
digitale, «una revisione dei comportamenti competitivi
adottati dagli operatori media»
Ciò comporta alcuni cambiamenti. Innanzitutto, un approccio
al mercato decisamente differente rispetto al mercato
concorrenziale in epoca analogica. Si abbandona l’offerta
generalista, basata sul tentativo di arrivare al più ampio
numero possibile di «telespettatori-merce» (mass market),
preferendo un tipo di audience decisamente specifica
(customization), tale da giungere ad offerte altamente
specializzate e personalizzate. Inoltre, ciò a cui punta la
TV digitale è rivoluzionare il rapporto con l’utente, in
favore di un maggiore coinvolgimento dello stesso sia
attraverso una fruizione attiva e razionalizzata dei
programmi televisivi che nella creazione di un palinsesto
personale, scelto secondo i propri interessi e le proprie
esigenze. Come nel prossimo futuro, il passaggio dalla Tv
tradizionale di flusso a quella digitale interattiva
rappresenta un cambiamento epocale, sia nel modo di pensare
che nel fruire la televisione, non più un’offerta
indifferenziata e passiva ma personale e attiva. Ancora una
volta saranno le nuove generazioni, cresciute in compagnia
dei nuovi sistemi di comunicazione, a giocare il ruolo di
interlocutore privilegiato per i grandi attori della
telecomunicazione.
Già adesso si stanno individuando nuovi linguaggi e nuove e
più affascinanti modalità espressive che mantengano
inalterato e anzi accrescano il bacino di utenza dei nuovi
terminali comunicativi. La convergenza darà ampie
possibilità di scelta e combinazione di contenuti. La
battaglia che la Tv deve giocare con i nuovi operatori delle
telecomunicazione sarà a colpi di click. Chi riuscirà a
trovare una soluzione adeguatamente vantaggiosa sia per gli
operatori che per gli utenti uscirà vincitore.
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