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Il primo ad annunciarlo è
stato BoingBoing (in Italia punto informatico)e da li a
valanga, rimbalzo dopo rimbalzo, l’eco si è diffuso per
tutta la rete.
Democracy, questo il nome
del progetto creato da Participatory Culture Fundation
(organizzazione non-profit con sede in Worcester,
Massachusetts), è un player del tutto innovativo, sia per la
sua natura gratuita sia per il fatto di combinare tool
differenti integrati che permettono all’utente di gestire,
produrre e condividere contenuti sulla rete. Cosa che anche
in Italia sta trovando una audience particolarmente
interessata al tema.
Democracy utilizza un
insieme di software open source pensati per accrescere la
banda disponibile, sfruttandone le potenzialità per
scaricare e condividere qualsiasi tipologia di video. La
peculiarità consiste, come si accennava prima, nella
possibilità di editare, grazie ad un particolare tool
(Broadcast machine), i propri contenuti e di conseguenza di
creare un proprio canale tv attraverso la rete.
Ecco quello che Democracy
mette a disposizione degli utenti (tutti realizzati dalla
PCF):
- feed RSS (per scegliere da
varie fonti qualsiasi canale o programmazione)
- tecnologie BitTorrent (per
la condivisione di banda)
- VLC (playre multimediale
che permette di visualizzare quanto scaricato)
- Broadcast Machine (tool
per la pubblicazione dei propri canali)
- VideoBomb (servizio di
social video, un sito per condividere, creare personal video
channels, fare una classifica dei migliori video online)
L’obiettivo è quello di
creare una sorta di gigantesca videocommunity, dove i
produttori e fruitori potranno anche votare i video
preferiti, scambiarsi consigli e suggerimenti. In Italia, si
hanno già alcuni esempi della esplosione di tale moda, Italy
Videocast prodotta da Teleroma56 e
ChiappetteProductiontelevision
Che ripercussione possa
avere sul settore televisivo e telecomunicativi è facilmente
immaginabile, dato che in tali mercati una prima e forte
spinta verso l’interattività e la convergenza dei device, ha
dato il via alla nascita di nuove esperienze commerciali. Le
nuove Iptv, ne sono l’esempio, e le nuovissime mobile tv su
videotelefono ne confermano la tendenza.
L’obiettivo, come si legge
sul sito ufficiale, è di creare degli strumenti per
garantire che questo nuovo mass medium, che è la internet tv
sia indipendente e open source, così come oggi avviene per
il fenomeno blog o podcast. “Televisione è il mezzo
maggiormente determinante della nostra cultura. Oggi abbiamo
la possibiliotà di creare una cultura televisiva che sia
fluida, diversa, eccitante e affascinante, fatta da persone
che lavorano insieme” questo è ciò che uno dei direttori del
progetto scrive sul sito ufficiale.
Questo nuovo e ulteriore
sistema di produzione e fruizione televisiva non fa altro
che logorare ulteriormente le già fragili basi su cui si
poggia la tv digitale terrestre, ammonendo sulla tipologia
di rapporto falsamente innovativo che essa propone. Gli
utenti della rete - e ormai, non si può più parlare di una
stretta minoranza - stanno continuamente lanciando dei
segnali allarmanti che è bene tenere in considerazione. La
tv, o quello che di tradizionale ne resta, è fatta sempre di
più dagli utenti. A questi e alle loro idee bisogna
attingere per ottenere nuove proposte vincenti, e alle loro
logiche di scambio e condivisione per arrivare al nuovo
target di popolazione, che difficilmente si ritrova nelle
tradizionali fette di mercato.
Il tema della televisione
partecipativa riemerge con prepotenza e la eco non poteva
che non sortire gli effetti desiderati. Bravo TV, ad
esempio, ha presentato un nuovo programma, Outrageous and
Contagious: Viral Video, che ha come contenuti i più i
famosi e cliccati video amatoriali presenti sulla rete. La
striscia, della durata massima di 30 minuti, sfrutta i video
più popolari fatti e trasmessi sulla rete. Ben presto però
anche le alcune altre grandi major americane quali Networks,
Fox, NBC, e ABC News Digital piegheranno allo strapotere ei
video autoprodotti, scommettendo sui filmati dei telefonini.
Insomma, il video amatoriale
e i video prodotti e pubblicati sulla rete dagli utenti
stanno diventando la vera killer application
dell’intrattenimento televisivo, fruibili mediante
differenti device. Ecco lla nuova frontiera della
televisione, almeno per ora.
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