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Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
  
 
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MultiMedia 15 ottobre 2006 n.17 
 

YouTube. Informazione, intrattenimento e condivisione

di Romina Toscano

www.youtube.com

In origine il progetto aveva come obiettivo quello di ordinare e rendere con-visibili i filmati amatoriali di compleanni e feste di un gruppo di amici. Fu così che Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim, i fondatori di YouTube, in un garage di San Mateo nel febbraio 2005, crearono un sistema semplice ed efficiente per caricare e scaricare video dalla rete, filmati divertenti come riprese amatoriali di feste tra amici o compleanni. Naturalmente la natura democratica di internet ha modificato e ampliato le potenzialità del progetto, facendo di YouTube una tra le più importanti e apprezzate piattaforme di condivisione di prodotti audiovisivi, portandolo ad essere uno dei siti più visitati al mondo con oltre 100 milioni di clip scaricate giornalmente, 65.000 nuovi filmati aggiunti ogni 24 ore e 20 milioni di visitatori al mese.
Dopo alterne vicende che portarono YouTube a scontrarsi, così come in passato per Napster, con alcune emittenti televisive (Nbc e Cbs) che intimarono di rimuovere dal sito i loro video, la Nbs ha preferito stabilire un accordo commerciale, mettendo a disposizione sul sito filmati di informazione e intrattenimento, tra cui le puntate salienti dei telefilm più seguiti del canale. Stessa storia sta verificandosi con il mondo cinematografico. Le major hanno capito che è inutile ripetere gli errori commessi dalle etichette musicali più prestigiose che hanno innescato una guerra a suon di querele e denunce nei confronti di introvabili pirati informatici. Meglio dunque stabilire un accordo e “spartirsi il mercato”, tanto più che questo potrebbe portare ad un rientro di immagine per le stesse.
Come funziona YouTube? Per condividere i contenuti non è necessario scaricare nessun programma. Il sito è infatti organizzato in un videoportale cui tutto possono accedere, caricare e scaricare filmati. Alcuni contenuti come è facilmente immaginabile sono protetti da diritti d’autore, altri invece possono essere linkabili, citando la fonte. Per vedere un video, non è costretti a sorbirsi una montagna di invadente pubblicità o finestre popup che si aprono d’un tratto. Lo spazio virtuale della condivisione è tale che nessuno può e deve trarci profitto. Non ci sono limiti di durata di diversi formati (.avi, .mov, .mpg). La novità interessante è che attraverso un insieme di tag chi pubblica un video può decidere di condividerlo con tutti gli altri utenti o restringere la visione a un gruppo di amici e familiari.
YouTube rappresenta la nuova vetrina per gli intenauti, il nuovo modo di sponsorizzarsi e per creare dei casi mediatici senza precedenti, così come ultimamente è capitato per il ragazzino chitarrista prodigio o per la ragazza triste i cui filmati sono stati scaricati migliaia di volte facendo girare la novità poi per tutta la rete. Le potenzialità diffusive della videopiattaforma hanno contaggiato anche realtà editoriali nazionali. Non è difficile vedere come alcune testate online utilizzino alcuni filmati estratti da YouTube. Repubblica.it è solita impiegare alcuni filmati provenienti proprio da YouTube. Il successo di questa iniziativa ha suggerito alle major musicali di trasmettere i video degli artisti più in vista (gli ultimi video della cantante Madonna, per esempio, possono essere scaricati da YouTube). Questa nuova forma di WebTv rilancia il concetto di tv partecipativa, che ancora stenta a decollare nel device di fruizione tradizionale, il televisore, ma che vede nella tv via web un ottimo strumento di comunicazione.
Ovviamente le critiche sollevate da chi sostiene che questo servizio non potrà avere successo su larga scala non hanno una base motivazionale concreta. Il web ci ha abituato alla condivisione e alla gratuità dei contenuti. Con l’avvento della larga banda e le nuove tecnologie di gestione e produzione audiovisiva sarà possibile produrre dei video di alta qualità da condividere con l’intero popolo della rete.
Più volte si è ripetuto che la killer application della rivoluzione digitale si svilupperà sull’onda della partecipazione televisiva. Youtube rappresenta un nuovo modo di intendere la Tv. Staremo a vedere se il mercato saprà carpirne le potenzialità remunerative.

 

 

 

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