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Nuovi Media, Audiovisivi, Multimedialità,  Information Architecture  
Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
  
 
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MultiMedia 15 febbraio2007 n.  23

CONTENUTI, LA SFIDA DEL NUOVO MEDIA

di Ornella Nicotra

 

La guerra si gioca sui contenuti, c’è poco da fare, ‘la vera lotta sarà su cosa immettere in rete per attrarre il pubblico, avrà la meglio chi sarà dotato del miglior serbatoio di contenuti’ vaticinava dieci anni fa Negroponte. Ma che significa avere contenuti e che tipo di contenuti ‘funzioneranno’ sul nuovo media? Certo è che finora si è potuto verificare che non basta riposizionare video ‘vecchia maniera’ (basti pensare al flop, rispetto alle aspettative, dei contenuti televisivi trasmessi sui  cellulari), perché il nuovo media ha un suo linguaggio e un suo spazio visivo. Si tratta di ripensare i modelli  comunicativi e produrre o riprodurre contenuti ad hoc per la specificità del nuovo mezzo. 

Il web prolifera di esperimenti, tra gli ultimi il serial-internet ‘Zona Critica’, ogni lunedì su www.filmfilm.it, dieci puntate, due minuti l’una in cui due critici cinematografici sparano a zero sul loro lavoro non sapendo di essere ripresi. La tecnica è quella che da Camera Cafè ai video amatoriali on line sta definendo alcune regole del nuovo linguaggio: camera fissa, unica inquadratura davanti alla quale si svolge il racconto, brevità e sintesi.  D’altra parte c’è chi, come Viacom, per difendersi dal fagocitante Youtube, ha appena sottoscritto un accordo con Joost, piattaforma di distribuzione peer to peer di contenuti video on line, che garantisce la protezione del copyright. L’accordo è finalizzato a distribuire on line i programmi di MTV Networks, BET Networks e della Paramount Pictures.  

Siamo di nuovo di fronte a un caso di diffusione di ‘vecchi contenuti’ su una piattaforma diversa da quella televisiva. Secondo Joost la possibilità di scegliere quando e dove guardare i video ha generato un nuovo modo di consumo ‘televisivo’. E questo è sicuramente vero, l’interattività sta cambiando tempi e modi di fruizione dei contenuti, ma sta anche modificando i parametri narrativi ed estetici degli utenti, sta generando una nuova lingua dove risulta limitativo pensare a una rivoluzione basata sul fatto di poter fruire on demand o in podcast un ‘normale’ contenuto tv. La sfida si gioca sull’integrazione e la separazione tra vecchi e nuovi contenuti, tra contenuti multipiattaforma e altri prodotti esclusivamente per il nuovo mezzo. S

u questo i content provider giocheranno la sfida di un futuro ormai già presente.

 

 

 

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