|
Il 28 e 29 Marzo si è svolto a Roma L’IDC Forum 2007. Due giornate dedicate all’innovazione nell’italia che cambia e che si avvicina con successo alle nuove tendenze provenienti dal mondoi dell’ICT e dell’impresa. L'Innovation Forum è il primo "Learning Show"a livello nazionale che si occupa dell'impatto dell'innovation technology, di prodotto e di processo sulla trasformazione dei modelli di business delle imprese, sull'efficacia e produttività delle organizzazioni e sulla competitività dell'intero Sistema Paese e interessa le maggiori aziende ICT, ovvero il 60% del fatturato del mercato italiano dell'Information and Communication Technology.
Una fetta importante della società italiana che abbraccia diversi attori dell’impresa italiana, della politica nazionale e regionale (oltre 400 senior manager e dirigenti della Pubblica Amministrazione Centrale e Locale, di imprese ICT, università, poli tecnologici, associazioni di categoria e istituzioni finanziarie), riuniti con l’interesse di confrontarsi sui problemi che maggiormente riguardano il paese, come la crescita economica, le iniziative universitarie di ricerca e quelle delle imprese private.
L'evento si è aperto con la presentazione Roberto Masiero, Presidente, IDC EMEA & WWConferences, che ha illustrato il significato e gli obiettivi del progetto di IDC, Italia Lavoro e Innovazione Italia, fornendo un’interessante e puntuale analisi dello scenario economico e sociale, sottolineando criticità e opportunità di crescita per il rilancio dell’Italia, con un punto sul sistema dell’innovazione nelle Regioni Meridionali mondiali (Cina e India), e prospettando modelli e politiche di sviluppo prioritarie per i governi.
«L’obiettivo del Forum dell’Innovazione Digitale, attraverso la creazione di un networking pre-competitivo che coinvolge le principali aziende ICT italiane, è smuovere il mercato da una situazione stagnante identificando progetti concreti e impegnandosi a realizzarli», ha sottolineato Masiero « La priorità, da quanto emerge da una recente indagine IDC sui top manager aziendali e sui responsabili dei sistemi informativi, è quella di trasformare le aziende attraverso l’innovazione. Questa necessità è divenuta ancora più urgente dopo l’irruzione sul mercato delle economie asiatiche, caratterizzate da una crescita del PIL decisamente superiore rispetto alle economie mature (Cina: 9,2%, India: 8,1% e Russia: 6% Vs USA: 3,2%, Europa Occidentale: 2,1% e Giappone: 2,3%), da una riduzione progressiva del digital divide, da una popolazione giovane molto più ampia, da massicci investimenti in formazione universitaria e da un gap incolmabile in termini di costi del lavoro».
Particolare interesse ha riscosso la chiusura della due giorni di studio, con la partecipazione straordinaria del prof. Derrick de Kerckove, director of the McLuhan Program in Culture & Technology e professore al Department of France, University of Toronto, tra i più illustri studiosi di nuove tecnologie, autori di testi e teorie illuminanti che hanno rivoluzionato il modo di intendere l’influenza delle nuove tecnologie nella vita quotidiana. De Kerckove ha passato a rassegna le diverse fasi dell’innovazione tecnologica degli ultimi decenni, ognuna riconoscibile per alcune caratteristiche peculiari. Il 2002 caratterizzato dalla diffusione di tecnologie capaci di stabilire un rapporto diretto e intimo tra gli utenti (sms, mobile system e broadband); il 2004 caratterizzato da applicazioni in grado di mettere in condivisione file multimediali come foto, ma anche la creazione di pagine personali ondine, i blog; il 2006 vede invece l’esplosione della completa condivisione dei dati e delle esperienze dei vita in una qualità immersiva (Second Life fra tutti). Un occhio anche al futuro con le prossime innovazioni e le future ipotesi di ibridazione dei contenuti e dei servizi.
Il primo passo cosa sarà?
|