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Aut.Trib. di Roma n.124 del 25 marzo 2005
  
 
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MultiMedia 15 Settembre n.  

SUCCESSO MEDIATICO PER IL V-DAY
Dai blog ai siti, ai quotidiani online, tutti gli occhi puntati sulla manifestazione di Bologna

di Romina Toscano

 

Qualcuno parla di qualunquismo, qualcuno di populismo, altri di trovata pubblicitaria volta alla futura discesa in politica: sentenze molto spesso troppo sbrigative, prive di fondamento e soprattutto senso critico.
L’incontro in piazza e la raccolta di firme di migliaia di persone ha un unico significato quello di dimostrare come la gente possa essere unita da un unico obbiettivo, intriso di politica, nella sua negazione, nella voglia di legalità, nel ritrovo della politica stessa, quando questa è latitante o manca all’appello.
Tutto partito dal blog di Beppe Grillo, balcone dal quale “La nuova Voce del Popolo”, il comico, il nuovo ambasciatore del Verbo politico parla a tutti, lanciando messaggi indistintamente a chi la politica la fa di mestiere, al semplice cittadino, all’intellettuale o al professionista.
Una folla ha risposto al richiamo di Grillo. Blog di tutto il mondo ne hanno parlato, così anche i giornali, Youtube è stata utilizzata come piattaforma per la condivisione di video con gli slogan creati dai partecipanti all’evento, Flickr è stato invece utilizzato per la pubblicazione delle foto dei partecipanti. La rete ancora e ancora si è dimostrata il mezzo democratico per eccellenza, ignorando i tradizionali mezzi di comunicazione che ne hanno ereditato solo l’eco, a valle della giornata di protesta. La rete ha reso l’evento di proporzioni globali, abbracciando non solo le estreme coste della nostra penisola, ma anche quelle oltreoceano, interessando tutti i poli del nostro globo (il sito di Grillo, non ha caso, ha come Homepage la versione in lingua inglese e non più quella Italia).
Cosa hanno fatto invece i mezzi di comunicazione tradizionali? Fino alla vigilia poco o niente. Qualcuno ne ha parlato, altri si sono limitati a darne solo una notizia di servizio. Cosa è successo dopo il clamoroso successo nazionale della manifestazione? Tv e radio si sono arrese, l’effetto bomba-Vday è stato esagerato, importante, imponente. Non si poteva far finta di niente. Ecco, quindi, una valanga di protesta da parte della intera classe politica (eccezion fatta per i Ministri Pecoraro Scanio e Di Pietro che hanno aderito con fermezza alla iniziativa), che, ferma e compatta contro una valanga di persone (quelle che Grillo e la manifestazione, definita qualunquista, rappresentano), molti dei quali giovani, felici e pazienti a fare la fila per mettere una firma. Ebbene tutti quanti questi giovani sono dei qualunquisti? Possibile ce non ci si rende conto della necessità di ripensare la classe dirigente, di ripensare la riforma del mercato del lavoro, di riconsiderare la presenza al governo di politici corrotti, indagati e condannanti?
Possibile che non si sia capito che sebbene si cerchi di filtrare le informazioni più scomode, la rete dimostra la verità? Non basta aprire un sito internet o un blog per dimostrare di essere moderni e democratici, non basta filtrare le notizie, la rete ribalta e porta alla luce verità contrastanti, dà voce al popolo, dà voce e crea gruppi, quei gruppi figli della democrazia elettronica sapranno sempre discernere il vero e il falso. E se un comico dal suo blog riesce a scuotere le masse allora bisogna fermarsi a riflettere e a domandarsi se non sia il caso davvero di cambiare linea.

 

 

 

 

 

 

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